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Figline Valdarno 2 aprile 2017

BEATRICE salute a colori

L’alimentazione è forse, il fattore ambientale che più incide sulla salute della persona. Sono tanti i dati che identificano nella scelta mirata del cibo,  la strada per il benessere, la crescita armonica, la protezione e prevenzione nei confronti di numerose malattie e il mantenimento della salute in tutte le condizioni di vita. Inoltre, in tutte le malattie croniche, la dieta può avere un ruolo determinante sia in positivo che in negativo, fino a rappresentarne, in alcuni casi, la causa vera e propria, come ad esempio nel diabete. Al giorno d’oggi, può essere difficile orientarsi tra le tante informazioni provenienti dai social, dai media e dalle tante figure più e meno professionali che si occupano di salute e benessere: chiunque parla di dieta e spesso i messaggi sono contradditori. Per questo può essere importante confrontarsi con una figura professionale esperta nel campo della nutrizione, per chiarire i propri dubbi e non fare errori alimentari che a lungo termine, potrebbero essere controproducenti.

La Dottoressa Beatrice Molinari, Biologa Nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione, da quasi 20 anni si occupa di Nutrizione in vari campi: ha partecipato alla stesura di Menu’ scolastici, ha collaborato con strutture scolastiche  come docente in corsi di alimentazione,  ha partecipato come relatrice a numerosi incontri e convegni riguardanti la nutrizione, collabora con riviste specialistiche nel campo dello sport. Quotidianamente, si occupa di seguire individualmente e da un punto di vista nutrizionale, persone di varie fasce di età e con diverse esigenze fisio-patologiche: dal bambino all’adolescente, dall’adulto sano a chi ha problemi metabolici accertati, compresi gli anziani, allo sportivo amatoriale e agonista. Il 2 aprile sarà presente alla manifestazione Salute a Colori allo stand CORRETTI STILI DI VITA  postazione 2A a disposizione di chi volesse chiarire dei dubbi o confrontarsi per un’opinione sulla propria alimentazione.

Dr.ssa Beatrice Molinari

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News – Salute a Colori

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Sorgente: News – Salute a Colori

PARMIGIANA DI MELANZANE LIGHT (versione vegan)

PIATTO SENZA LATTE E SENZA GLUTINE

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Cerchiamo di alleggerire un piatto tipicamente mediterraneo, saporito e profumato, a cui non si deve rinunciare anche se siamo a dieta. Nella versione ‘light’ che descriverò di seguito, è adatto anche per intolleranti al latte, intolleranti al glutine e vegani.

 

 

MELANZANE: nella versione alleggerita non possono essere fritte, possono essere grigliate, scottate o cotte in forno tagliate a  fette aromatizzate con spezie (es origano, capperi tritati ..). Per fare un ‘finto fritto’: tagliatele a fette, immergetele in acqua calda per qualche minuto, scolatele e disponetele su carta da forno in teglia, spennellandole leggermente  con olio extravergine di oliva, salatele e cuocetele  in ventilato a 200°C per 30 minuti.

FARCITURA: le soluzioni sono tante, ne descriverò una classica contenente soia.

  1. Per le salse di farcitura fate frullare del buon tofu al naturale (compratelo morbido) con la panna di soia o di riso, un pizzico di sale marino integrale e spolverate con noce moscata.
  2. Precedentemente preparare la pomarolasalsa di pomodoro, tipo ‘pomarola’ toscana, leggera, senza soffritto con basilico e pomodori passati. D’inverno si può utilizzate del passato di pomodoro Biologico (scegliete provenienza italiana, ci sono anche prodotti toscani).

 

 

PREPARAZIONE: A questo punto tutti gli ingredienti sono disponibili, componete  la ricetta in una pirofila da forno o in una teglia antiaderente abbastanza profonda, facendo strati alternati con melanzane grigliate, pomarola e salsa di tofu, ripetendo l’uno sopra l’altro in questo ordine (melanzane-pomarola-salsa tofu) fino alla cima della teglia.

Sull’ultimo strato è possibile spolverare pangrattato  farina di mais (nella versione senza glutine) anche con aggiunta di aromi  oppure  Parmigiano Vegano (si trova nei negozi Biologici).

Cuocere a 200° per 40 minutiparmigiana-2

 

 

 

 

DIETA BRUCIA-GRASSI: la dieta per dimagrire perdendo solo grasso corporeo

DIETA DIMAGRANTE

Di diete dimagranti, ne esistono centinaia, negli ultimi 40 anni ne sono state proposte di tutti i tipi, diete dissociate, diete senza carboidrati, diete fortemente ipocaloriche da 800 kcal, diete ‘low fat’, diete ‘low carb’, diete proteiche, diete iperproteiche … fino alle ultime del gruppo sanguigno, vegan, Paleo, bio, Zona, detox, Molecolare…. forse un principio di base valido ce l’hanno quasi (quasi) tutte, si può pensare che la dieta perfetta sia la sommatoria di tutte le diete ?

Ovviamente la miglior dieta è quella personalizzata, basata sui bisogni della singola  persona, ma nel formularla, a quali criteri bisogna fare riferimento? Quelli dei L.A.R.N. (Livelli raccomandati di Energia e Nutrienti per la Popolazione Italiana) sono sufficienti o comunque è giusto attingere anche da altre scuole di pensiero? E ancora è sufficiente ci mettiamo a dietamirare a perdere peso o dobbiamo pensare anche a migliorare i parametri metabolici e markers di salute? Per un tecnico della dietetica, già porsi queste domande è un passo avanti rispetto alla meccanica applicazione di regole matematiche insegnate dagli antiquati corsi istituzionali.

Nell’ampio panorama della dietetica, regalo a tutti quelli che sono arrivati fino a qui, un modello dietetico mirato al consumo (e quindi alla diminuzione) dei grassi corporei, ma che può migliorare anche il profilo lipidico e glicemico della persona.

Il mio omaggio ai lettori per questa estate: la DIETA BRUCIA-GRASSI: da fare in un primo ciclo di 3 settimane consecutive e poi proseguire ripetendola per 1 settimana al mese … per sempre!!

dimagrimento

 

Buona Dieta e buon dimagrimento!

COLAZIONE Uovo 2    oppure    salmone affumicato 60g

Mandorle o noci o nocciole 25g

Pane di segale o crackers di avena 30g

Olio extravergine di oliva  30g

Frutta  fresca 200g

PRANZO Verdura a volontà (tranne patate e carote cotte)

Pesce magro in filetto 200g

Pane di segale o pane integrale 30g

Olio extravergine di oliva   30g

Mandorle o noci o nocciole 25g opp olive  salamoia 50g

Frutta fresca 200g

CENA Verdura a volontà (tranne patate e carote cotte)

Carne magra di pollo o tacchino o vitello (bio) 180g

Pane di segale o pane integrale 30g

Olio extravergine di oliva   30g

Mandorle o noci o nocciole 25g opp olive  salamoia 50g

Frutta fresca 200g

 

P.S. gradite testimonianze di chi la prova.

Dott.ssa Beatrice Molinari

Biologa Nutrizionista

Specialista in Scienza dell’Alimentazione

DIETA VUOL DIRE MANGIARE

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Per stare a dieta smettiamo di pensare a quello che non dobbiamo mangiare, ma pensiamo piuttosto a quello che ci fa bene mangiare. Per chi ha un’idea triste e mortificante del regime dietetico, i consigli di Beatrice Molinari appaiono come una liberazione. “L’unico modo per non avere fame è mangiare bene” ama ripetere la biologa nutrizionista valdarnese, specialista in scienze dell’alimentazione. La dr.ssa Molinari diffonde i suoi consigli su riviste specializzate, ma collabora anche con il Comune di Incisa e Rignano per la progettazione ed elaborazione dei menù delle mense scolastiche. I suoi consigli abbondano di piacevoli sorprese per chi si vuol mettere ordine nella propria alimentazione: “Se la dieta deve essere uno stile di vita alimentare non può comportare sacrifici, per questo è importante personalizzarla. I dolci ad esempio, sempre vietati per chi vuole dimagrire e rimanere in forma, possono invece essere inclusi in una dieta dimagrante se modificati con semplici trucchi: si può sostituire il burro con l’olio d’oliva, la farina bianca con farine integrali, il saccarosio con zuccheri a basso indice glicemico e insaporire con frutta fresca. Per renderli addirittura benefici, si può seguire la nuova tendenza dei dolci ‘crudi’ (dall’inglese ‘Raw’), senza zucchero, senza latte, senza lievito, senza glutine, fatti esclusivamente da frutta e non cotti, permettono di finire il pasto con un dessert dall’alto valore nutrizionale e salutistico. Stare a dieta – spiega la dottoressa Molinari – significa prima di tutto pensare alla salute, per questo è necessario scegliere il cibo in base alle proprie necessità nutrizionali e alla qualità alimentare. Come definisce l’organizzazione mondiale della sanità (OMS), la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia, e la dieta è una componente della salute e del benessere: mangiare sano significa stare e sentirsi bene. La dieta deve essere sufficiente, varia e saziante: i regimi che impongono rinunce estreme, pasti sbilanciati e schemi fortemente ipocalorici sono fallimentari e potenzialmente pericolosi. I capisaldi di una dieta corretta? Molta frutta e verdura di stagione, SI alle proteine, più spesso il pesce della carne, NO a salumi, insaccati e cibi conservati, formaggi solo per chi li tollera e con molta moderazione, diminuire il frumento e inserire cereali e farine alternative, rivalutare le uova anche 2 volte a settimana e inserire le proteine vegetali come fagioli, ceci e lenticchie. Attenzione ai carboidrati, non si possono eliminare ma vanno scelti con attenzione: preferire cereali integrali ed eliminare dolciumi contenenti saccarosio, farine bianche, bibite zuccherate. La dieta – aggiunge la dottoressa Molinari –  non deve essere vista come un periodo a termine in cui si è disposti a rinunciare a tutto per arrivare al peso desiderato per poi abbuffarsi e riprendere il peso. Ricordarsi che la perdita di peso che porta vantaggi per la salute è la sola perdita di grasso in eccesso, con regimi dietetici errati, invece è facile perdere massa magra e anche tessuto osseo. Solo un cambiamento nello stile di vita che includa una dieta salutare equilibrata e personalizzata e l’attività fisica regolare, meglio quotidiana, porta veramente alla salute nel tempo. In questo modo è possibile rivalutare molti piatti della tradizione spesso dimenticati: pasta e fagioli e ribollita sono ottimi piatti unici. Evitiamo carni molto grasse e insaccati, ma concediamoci ogni tanto anche un gustoso stufato alla sangiovannese ed un panino con la porchetta (scegliendo quella magra) più salutare di uno al prosciutto crudo!”

PROPRIETA’ SALUTISTICHE E DIMAGRANTI DELL’AVOCADO

Otto motivi per cui l’avocado è il cibo ideale per perdere peso

Avocado

L’Avocado era quello che faceva “guardatemi, sono il grasso buono!”, e il Burro commentava: “Esibizionista!”. L’avocado è il beniamino modaiolo e un po’ troppo ambizioso della cucina salutare, il parente famoso della famiglia dei grassi. In realtà è una semplice bacca con un solo seme nativa del Messico, ma con le sue 322 calorie e 29 grammi di grasso — una quantità dalle dieci alle venti volte superiore a quella che potresti trovare in qualunque altro prodotto sugli scaffali del supermercato — l’avocado potrebbe a tutti gli effetti considerarsi più un grasso che un frutto.

A renderlo così speciale agli occhi dei ricercatori è il suo contenuto in grassi monoinsaturi — cioè venti grammi per bacca –, che ne giustifica quindi la fama di cibo salutare. Data la sua ben nota capacità d’abbassare i livelli di colesterolo, d’attenuare i morsi della fame, e perfino di ridurre il grasso addominale, l’avocado è la colonna portante ideale di ogni dieta che punti a ridurre il proprio peso. Ecco otto ragioni che ce ne spiegano il perché:

1. È un buttafuori.

Le mele sono un tale cliché… Oggi, secondo i ricercatori, è un avocado al giorno a togliere il medico — e i livelli del vostro colesterolo — di torno. Uno studio pubblicato sul (jaha.ahajournals.org/content/4/1/e001355) Journal of the American Heart Association ha sottoposto quarantacinque persone sovrappeso a tre regimi alimentari diversi per abbassare i livelli di colesterolo, per una durata di cinque settimane. Una dieta aveva la minima quantità di grassi, che offrivano il ventiquattro per cento delle calorie complessive (undici da grassi monoinsaturi), e non includeva l’avocado. La seconda dieta, anch’essa priva di avocado, era più povera di grassi, che offrivano il trentaquattro per cento delle calorie totali (il diciassette per cento da grassi MUFA). La terza era altrettanto povera, al trentaquattro per cento, ma includeva un intero avocado Haas ogni giorno.

Il risultato? Le lipoproteine a bassa densità (LDL), cioè il colesterolo “cattivo”, erano inferiori di 13,5 mg/dL fra i partecipanti che si erano nutriti d’avocado — abbastanza cioè da ridurre significativamente il rischio di problemi cardiaci. L’LDL era più basso anche nella dieta povera senza avocado (di 8,3 mg/dL) e nella dieta più stretta (di 7,4 mg/dL), ma i risultati non erano altrettanto sorprendenti. I ricercatori li attribuiscono al contenuto di grassi monoinsaturi dell’avocado (e cioè a un tipo di molecola di grasso che fa bene al cuore, dotata di un legame insaturo di carbonio) che potrebbe svolgere un ruolo importante nel ridurre livelli elevati di colesterolo — che vanno a incidere sulla resistenza all’insulina, sul peso in eccesso e sull’obesità. Quindi armatevi di cucchiaio, aggiungete un pizzico di sale o di spezie se vi piace, e buon appetito!

2. Meno buchi sulla cintura.

Fate danzare il vostro ventre! Preparatevi il pranzo! E abbondate con l’olio d’avocado. I ricercatori ci dicono che sostituendo i vostri olii da cucina con altri, come quello dell’avocado, ricchi di acidi grassi monoinsaturi, si ottiene una riduzione del grasso addominale localizzato, cosa che può ridurre il rischio della sindrome metabolica — cioè una combinazione di cattive condizioni di salute associate all’aumento di peso.

Un recente studio (news.psu.edu/story/271014/2013/03/29/research/monosaturated-fats-reduce-metabolic-syndrome-risk) dell’Università della Pennsylvania ha scoperto che quelli che consumavano ogni giorno 40 grammi (circa tre cucchiai da tavola) di olii ricchi di grassi monoinsaturi per quattro settimane riuscivano poi a ridurre i livelli di grasso addominale dell’1,6 per cento rispetto a quelli che consumavano un miscuglio di olii di lino/cartamo, al confronto più ricchi di grassi polinsaturi. Un altro studio (www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17384344) della rivista Diabetes Care ha raggiunto risultati simili: una dieta ricca di grassi monoinsaturi è in grado d’impedire la distribuzione del grasso corporeo nella zona addominale, agendo su alcuni geni grassi. Un cucchiaio da tavola di olio d’avocado, dal sapore gentile e lievemente tostato, corrisponde a circa 120 calorie e a dieci grammi di grassi monoinsaturi — un profilo nutrizionale praticamente identico a quello dell’olio extravergine d’oliva. A differenza dell’olio extravergine d’oliva, però, l’olio d’avocado ha un punto di fumo molto più alto, quindi potrete adoperarlo per un sauté e per saltare in padella, evitando il rischio di creare radicali liberi dannosi per la vostra salute.

3. È un booster nutritivo.

Con le loro poche calorie, tante vitamine e un pacco d’importantissime sostanze nutrienti in grado d’incidere sul vostro giro-vita, le verdure sono le migliori amiche di chi fa una dieta — ma senza aggiungere un po’ di grasso alla vostra insalata verde, di benefici non ne vedrete molti: sono gli stessi ricercatori a dirlo. E quando si parla di grassi, quelli degli avocado non li batte nessuno.

Nella ricerca pubblicata dalla rivista Molecular Nutrition & Food Research, i ricercatori hanno nutrito i partecipanti di insalate con condimenti grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi, e ne hanno poi analizzato il sangue per capire quale fosse il livello d’assorbimento dei carotenoidi grasso-solubili — composti salutari che vengono associati a un miglioramento nella perdita di peso e nella riduzione di grasso.

Il risultato? Le verdure condite con grassi monoinsaturi richiedevano il quantitativo minimo — appena tre grammi — per ottenere il massimo assorbimento di carotenoidi, mentre i condimenti con grassi saturi e polinsaturi richiedevano maggiori quantità di grasso (venti grammi) per ottenere i medesimi benefici. Un altro studio (jn.nutrition.org/content/135/3/431.short) del Journal of Nutrition ha stabilito che l’avocado aggiunto all’insalata permetteva ai partecipanti di assorbire carotenoidi dalle tre alle cinque volte in più. Per cui, regalate alle vostre verdure il più grande booster nutritivo in circolazione aggiungendo un pizzico di quel saporitissimo guacamole, qualche fetta di avocado fresco, o un cucchiaio di vinaigrette a base d’olio d’avocado. Quelli che chiedono il condimento a parte non sanno che cosa si perdono.

4. È un cacciatore di radicali liberi

Nel vostro corpo è in atto una vera e propria guerra! I radicali liberi hanno sferrato un attacco ai vostri mitocondri, e stanno sabotando il vostro metabolismo! Che fare? I radicali liberi sono molecole d’ossigeno dannose — un sottoprodotto naturale del metabolismo — che avvia diverse reazioni a catena nel corpo, in grado di distruggere le cellule e il DNA, causando numerosi problemi di salute.

Gli antiossidanti che si trovano nella frutta e nella verdura sono in grado di neutralizzarne alcuni, ma non sono in grado di arrivare fino ai mitocondri — cioè al campo base dell’esercito dei radicali liberi. E questo è il problema. Quando i vostri mitocondri non funzionano a dovere, il metabolismo funzionerà in modo meno efficiente. Ed è qui che arriva l’avocado. Una nuova ricerca (www.sciencedaily.com/releases/2011/08/110828140931.htm) condotta in Messico ha scoperto che gli olii ricchi di grassi monoinsaturi spremuti dalla frutta sono in grado d’aiutare i mitocondri a resistere all’attacco. Quei ricercatori ci dicono che i risultati coincidono coi tassi inferiori di malattie che si riscontrano nell’area mediterranea, dove l’olio d’oliva — che dal punto di vista nutrizionale è simile a quello dell’avocado — è pilastro d’ogni dieta. Gli autori della ricerca si spingono perfino a prevedere che l’olio d’avocado possa un giorno essere definito “l’olio d’oliva delle Americhe”. Quindi abbassate la bandiera bianca e impugnate un frutto verde. Farà bene al vostro metabolismo, e anche al vostro patriottismo.

5. Sconfigge la fame.

Nel futuro una cucchiaiata di guacamole potrebbe diventare il più efficace strumento di lotta alla fame fra quelli noti all’uomo. In uno studio apparso sul Nutrition Journal, i partecipanti che mangiavano mezzo avocado fresco a pranzo manifestavano una diminuzione della voglia di mangiare del 40 per cento nelle ore successive. A sole 60 calorie, un paio di cucchiai di guacamole (sulle uova, sull’insalata, sulla carne grigliata, etc.) è in grado d’offrire gli stessi vantaggi quanto a sazietà, e con più gusto. Limitatevi ad eliminare le patatine, e accertatevi che nel guacamole comprato in negozio ci sia effettivamente l’avocado. Che ci crediate o no, ce ne sono molti prodotti senza frutta! Noi adoriamo la marca Wholly Guacamole, che ha appena messo in commercio delle monoporzioni ideali, quindi non dovrete neanche preoccuparvi di esagerare.

6. È una droga di passaggio.

Avete presente quel vostro amico che è sempre più magro, atletico e in salute di voi? Qual è il suo segreto? Non i suoi soldi, non è nei suoi geni… forse si limita a consumare regolarmente avocado: lo dice il National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), sondaggio che fa parte di un programma del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC).

I risultati del sondaggio (www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3545982/), pubblicati dal Nutrition Journal, rivelano che il consumo quotidiano di mezzo avocado di dimensioni medie è altamente correlato a una qualità complessiva superiore della propria dieta, e ad una riduzione del cinquanta per cento del rischio di sindrome metabolica. Non solo gli abituali consumatori di avocado manifestavano un indice di massa corporea più basso, e una circonferenza inferiore, ma in più tendevano a consumare una quantità significativamente maggiore di frutta e verdura, fibre e vitamine K — tutti associati alla perdita di peso. L’Avocado è la droga di passaggio a uno stile di vita più salutare e magro.

7. Migliora il controllo degli zuccheri.

Certo, si può dire che l’avocado abbia tutta la roba giusta al posto giusto, ma il grasso non è l’unico vantaggio del frutto. Un avocado è anche in grado di offrire quasi venti tipi di vitamine, minerali e fitonutrienti diversi, essenziali per una gestione salutare del proprio peso, inclusi 14 grammi di fibre che ti saziano, e il 66 per cento (cioè 60 microgrammi) del vostro fabbisogno quotidiano di vitamina K — cosa che aiuta a regolare il metabolismo degli zuccheri e l’insulino-resistenza.

Una ricerca (care.diabetesjournals.org/content/34/9/e147.full) apparsa sulla rivista Diabetes Care ha rivelato che quel quarto del campione di uomini e donne col maggiore consumo di vitamina K mostrava un 19 per cento di rischio più basso di sviluppare il diabete in dieci anni rispetto a quelli la cui assunzione li collocava nel quarto più basso.

Le verdure a foglia larga sono una fonte ancor più ricca di vitamine, quindi accompagnate la vostra insalata con una fetta di cremoso avocado, e vedrete. Tenere sotto controllo lo zucchero nel vostro sangue non è mai stato così gustoso.

8. È uno sterminatore di calorie.

Vi dicono che gli integratori pre-allenamento sono in grado di darvi la spinta necessaria a far durare di più una bella sudata. Ma stando ai ricercatori, l’avocado è in grado di fare lo stesso, e di farlo naturalmente. Uno studio (www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23446891) pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition ha confrontato gli effetti di una dieta di tre settimane ricca di acido palmitico (grasso saturo) con quelli di una dieta equivalente ricca di acidi oleici (grassi monoinsaturi). I partecipanti hanno seguito ciascuna dieta per tre settimane per volta, durante le quali i ricercatori ne hanno analizzato l’attività fisica e il livello metabolico dopo mangiato.

I risultati? L’attività fisica è risultata più alta del 13,5 per cento durante la dieta ricca di acidi oleici, e il metabolismo postprandiale era più alto del 4,5 per cento rispetto al periodo della dieta ricca di acidi palmitici. In sostanza: sostitute i cibi fritti, i cibi cucinati e il burro con degli snack e degli oli più ricchi di grassi monoinsaturi come l’avocado fresco o l’olio d’avocado, e otterrete una spinta energetica che terrà in moto il vostro metabolismo anche quando sarete usciti dalla palestra.

FONTE: SCIENZANATURA.IT

Fonte: http://www.huffingtonpost.it/david-zinczenko/otto-motivi-per-cui-lavocado-e-il-cibo-ideale-per-perdere-peso_b_6720202.html?1424440066%3Fref=fbpr

RISO IPOCALORICO – COME ABBASSARE IL POTERE ‘INGRASSANTE’ DEL RISO

Olio di cocco per dimezzare le calorie del riso

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Riso o pasta, per non ingrassare? Meglio il riso, sostengono in molti. La battaglia è all’ultima caloria. In realtà, una tazza di riso arriva a contare fino a 200 calorie, che non sono poche se si pensa che spesso viene servito come contorno. Il suo elevato contenuto calorico, sotto forma di amido, è un rischio per la salute perché può far ingrassare e provocare il diabete. L’amido, infatti, viene metabolizzato dal nostro organismo sotto forma di zuccheri e grassi. Ora però c’è una buona notizia: un gruppo di ricercatori ha scoperto un trucco – davvero semplice – per tagliare le calorie del riso. Di quanto? Più della metà.
Sempre più persone sono in sovrappeso, soprattutto in Asia e nei paesi in via di sviluppo. Il riso, per questi ultimi, è un alimento base: costa poco, di conseguenza ne mangiano tanto. Infatti, è di vitale importanza per la tanta energia che contiene. Ecco cosa ha spinto i ricercatori a porsi una semplice domanda: è possibile rendere il riso meno calorico e contribuire così alla lotta all’obesità? Sì, lo è. La soluzione è arrivata da alcuni chimici del College of Chemical Sciences di Colombo (in Sri Lanka) che hanno appena presentato il loro progetto sul riso ipocalorico al meeting annuale della American Chemical Society a Denver. Come riferisce tra gli altri il Washington Post, sono stati lo studente Sudhair James e il suo professore Pushparajah Thavarajah – attraverso una serie di esperimenti in loco su 38 tipi diversi di riso dello Sri Lanka – a scovare un trucco per rendere la pietanza meno calorica.
Ecco la ricetta: una volta che l’acqua bolle, si versa un cucchiaino di olio di cocco nella pentola. Poi mezza tazza di riso. Si cucina normalmente per 20-25 minuti. Infine, lo si fa riposare in frigo per 12 ore, a circa 4 gradi. Tutto qui. Il contenuto calorico del nostro riso viene così ridotto anche del 50-60 per cento. L’olio di cocco e la bassa temperatura di conservazione sono in questo caso alla base della modifica delle strutture chimiche del riso. Questo metodo, infatti, cambia l’amido digeribile (quello che viene trasformato in zucchero prima di circolare nel flusso sanguigno) in amido resistente. In sostanza, vengono aumentate le concentrazioni di amido resistente e ridotte di fatto le calorie assunte. Il riso, però, non perde le altre proprietà nutritive. E anche riscaldandolo prima di mangiarlo, il processo ormai non s’inverte più.

fonte: SCIENZANATURA.IT

_ bottega dietetica _ NUOVA APERTURA

20150321_190304 Con grande piacere comunico l’apertura del nuovo punto vendita di BOTTEGA DIETETICA, che si è spostata dal n. 22A al 22 E/F, praticamente nello stesso punto, ma in un locale affacciato sulla Piazza della Libertà in San Giovanni Valdarno (AR). Oltre ad aver acquisito maggior visibilità (adesso il negozio è  facilmente individuabile dalla piazza), BOTTEGA DIETETICA mantiene il suo vasto assortimento di integratori alimentari e per lo sport,20150315_201234 alimenti biologici e per intolleranze alimentari, ma amplia l’assortimento raddoppiando le referenze alimentari e inserisce come nuovi settori di vendita la cosmesi naturale, l’ortofrutta da agricoltura biologica, i surgelati bio (verdure, pizze, gelati, pesce) e l’editoria specializzata (libri relativi alla salute. al mangiare naturale e alla dietetica).

20150321_122934Il negozio è curato nei minimi particolari, con un’ambientazione luminosa e accogliente e gestito con la serietà, la disponibilità e la competenza di sempre.  La mission è sempre quella di aiutare le persone a mangiare bene e sano.

20150321_190322BOTTEGA DIETETICA conferma lo sforzo dei proprietari di dedicare il proprio lavoro alla salute e al benessere del pubblico.

info@bottegadietetica.it

tel. 055/9118197

CENA RISTORANTE GIAPPONESE 3

Soluzione alternativa per una cena giapponese con primo piatto

spaghetti soba

ANTIPASTO: Insalata di alghe

Verdure alla piastra

PRIMO PIATTO: Spaghetti SOBA con frutti mare

SECONDO PIATTO: Spiedini di calamari

Sashimi di tonno e branzino

CENA RISTORANTE – PESCE 2

CENA IN UN RISTORANTE DI PESCE 2

calamari griglia 3

ANTIPASTO: insalata mista

PRIMO PIATTO: pasta fresca (non ripiena)  con condimento di  pesce 1/2 porzione (senza panna) – dividetela con qualcuno

SECONDO PIATTO: calamari alla griglia

DESSERT. ananas al naturale