Archivi categoria: Dieta e Nutrizione

Consigli sulla corretta alimentazione.

COLAZIONE: COSA MANGIARE A COLAZIONE PER STARE IN FORMA

colazone good morningLa dieta inizia dalla colazione, mangiare al mattino nelle prime ore dal risveglio stimola il metabolismo e influisce sulla sazietà: le persone che saltano la colazione sono quelle che hanno più fame nella seconda parte della giornata e nella serata. Ma se la classica ‘pasta e cappuccio’  non è una colazione per chi vuol stare a dieta e stare in forma – e non esistono alternative ‘integrali’, ‘vegane’ che possono migliorarne le composizione – cosa si deve mangiare a colazione per stare in forma e stare bene?

Ecco alcuni suggerimenti per iniziare bene la giornata:

  • INSERIRE LA FRUTTA: sia fresca di tutti i tipi che secca, la frutta a colazione apporta fibre, aumenta il volume del pasto ed è fonte di acqua preziosa e frutta a colazione.jpgvitamine e minerali. Quindi dalla banana ai frutti di bosco, dalle mandorle ai pinoli, abituiamoci a consumare sempre frutta come inizio della colazione
  • CONSUMARE PROTEINE: le proteine a colazione sono indispensabili per chi vuol stare bene, sono utilissime dopo il digiuno notturno, quando migliorano l’apporto proteico giornaliero: gli studi più recenti indicano che il miglior modo per uova salmone a colazioneassumere e utilizzare proteine durante la giornata è suddividerle in 4-5 porzioni distribuite uniformemente nell’arco della giornata, per questo la colazione diventa un momento ideale per inserirle. Allora a colazione va bene consumare uova, formaggi magri o ,se stagionati, in piccole porzione, salumi magri come bresaola, carne salada, ottimi i pesci come tonno, salmone, alici sgombro, anche quelli conservati di buona qualità. Per chi non ama una colazione salata e ha comunque bisogno di sapori dolci al mattino: lo yogurt Greco (quello vero!) che ha un buon contenuto proteico yogurt grecopotrebbe essere una buona alternativa, come le proteine in polvere che ormai si trovano di ottima qualità, sia da latte che vegetali , aromatizzate al cacao, vaniglia e altri gusti da aggiungere a yogurt o latte.
  • CONSUMARE GRASSI BUONI: i grassi sono parte importantissima del nostro metabolismo e, se  ‘buoni’ hanno un forte effetto protettivo per il nostro organismo, soprattutto per il sistema immunitario, quello circolatorio e il cervello. Consumare grassi a colazione migliora l’apporto energetico (perchè NON è vero che per dimagrire si devono mangiare poche calorie!!) e apporta acidi grassi essenziali. Allora ben venga tutta la frutta secca: mandorle, noci, cocco avocadonocciole, anacardi, pinoli, ma anche l’avocado, il cocco e il burro di cocco. Ottimo anche un po’ di burro di mucca crudo meglio biologico oppure le creme spalmabili di mandorla, nocciola (ovviamente 100% senza zuccheri e altri grassi aggiunti!).
  • CEREALI e PRODOTTI DA FORNO: per chi consuma anche carboidrati a colazione come pane, fette biscottate, cereali, la raccomandazione è quella di scegliere in maniera critica i prodotti da consumare, verificando il tipo di zuccheri, il tipo di grassi e il tipo di farine contenute: la versione integrale è meglio di quella raffinata, come anche farine alternative di farro, grano Senatore Cappelli, grano saraceno, avena ecc… Tra i cereali, da preferire quelli al naturale (non glassati con gli zuccheri) come fiocchi di avena, di orzo … anche muesli.

Dunque … se il buongiorno si vede dal mattino …..fai il pieno di energia a colazione per affrontare bene la giornata: chi mangia bene sta bene!

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GRASSI SATURI E MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Un recente studio rivela che il paradigma finora usato per la prevenzione delle arteriamalattie cardiovascolari, basato sulla riduzione dell’assunzione di grassi, anche saturi,  richiede un urgente aggiornamento. Non ci sono più prove che l’assunzione di grassi saturi sia correlata ad un aumento delle malattie vascolari: una recente metanalisi non ha trovato alcuna associazione tra consumo di grassi saturi e mortalità per tutte le cause, malattia coronarica (CHD), ictus ischemico o diabete di tipo 2 negli adulti sani. Nello stesso modo, in soggetti già affetti da CHD in fase iniziale, non è stato riscontrato nessun beneficio dalla riduzione dei grassi, compresi quelli saturi sulla riduzione di infarti miocardico, mortalità cardiovascolare e mortalità in generale. (In uno studio in donne in post-menopausa , l’assunzione di grassi saturi  era associata a minore progressione dell’aterosclerosi, mentre l’assunzione di carboidrati e grassi insaturi era associata a maggiore progressione)grassi saturi

Sembra che PREVENIRE L’ATEROSCLEROSI SIA IMPORTANTE MA CHE  L’ATEROTROMBOSI SIA IL VERO ASSASSINO! La deposizione di colesterolo all’interno della parete delle arterie e successiva formazione di placca (aterosclerosi)  porta ad una riduzione del lume dell’arteria. Ma la maggior parte degli eventi cardiaci/coronarici si verifica quando l’ostruzione dell’arteria è ancora al di sotto del 70%. Il vero problema è quando la placca si rompe, in questo caso può verificarsi una trombosi o un’infarto entro pochi minuti!

Anzichè la riduzione dei grassi  e dell’apporto calorico della dieta, sembra che la dieta Mediterranea, che include almeno 4 cucchiai di olio extravergine di oliva o una manciata di noci abbia ridotto del 30% gli eventi cardiovascolari in un campione di 7500 pazienti ad alto rischio, nonostante nessuna differenza significativa nei livelli di colesterolo LDL. Il merito sembra sia del contenuto in omega 3 e polifenoli contenuti in noci, olio, verdure e pesci grassiomega 3 fonti alimentari

L’importanza del COLESTEROLO LDL negli ultimi anni è stata esagerata, studi rivelano che la sostituzione di grassi saturi con oli vegetali, è correlato ad un aumento della mortalità per malattie cardiovascolari nonostante la diminuzione del colesterolo LDL e colesterolo totale.

il RAPPORTO TRA COLESTEROLO TOTALE E HDL E’ IL MIGLIOR PREDITTORE DI RISCHIO CARDIOVASCOLARE, un alto rapporto Colesterolo TOT/HDL aumenta il rischio ed è anche indicatore di insulino-resistenza.  Un elevato rapporto Coltesterolo TOT / HDL scende HDL LDL cartoonrapidamente con cambiamenti dietetici come sostituzione di carboidrati raffinati con cibi grassi e salutari.

Quindi la prevenzione più efficace è quella che combatte la resistenza all’insulina: rispetto alle persone sedentarie quelle che  camminano svelti o per più di 150min / settimana hanno un’ aspettativa di vita di 3,4-4,5 anni  in più, indipendentemente dal peso corporeo.camminata veloce

Un altro fattore di rischio per CHD è lo stress ambientale. Un trauma infantile può portare a una diminuzione media dell’aspettativa di vita di 20 anni. Lo stress cronico aumenta la resistenza ai recettori dei glucocorticoidi, che si traduce in una mancata camminata nordic walkregolazione della risposta infiammatoria. La combinazione in uno stile di vita di un sano
di: dieta, movimento regolare e riduzione dello stress, migliorerà la qualità della vita, ridurrà la mortalità cardiovascolare e per tutte le cause.stress combattere
La malattia coronarica è una malattia infiammatoria cronica e può essere ridotta efficacemente camminando 22min al giorno e mangiando cibo  sano QUESTO E’ UN INTERVENTO SEMPLICE MA POTENTE!

 

 

 

 

Malhotra ARedberg RFMeier P Saturated fat does not clog the arteries: coronary heart disease is a chronic inflammatory condition, the risk of which can be effectively reduced from healthy lifestyle interventions. Br J Sports Med. 2017 Aug;51(15):1111-1112. doi: 10.1136/bjsports-2016-097285. Epub 2017 Apr 25.

PARTECIPAZIONE ALLA TRASMISSIONE TADA’ A RTV38

tadà logoE’ stato un piacere partecipare alla trasmissione televisiva Tadà di RTV38 nella diretta del 28.03.18, dove ho parlato brevemente della SALUTE INTESTINALE, di seguito un riassunto del mio intervento.

L’intestino svolge un ruolo cruciale per la salute generale dell’organismo, tra le sue numerose funzioni è addetto all’assorbimento di sostanze nutritive indispensabili per la nostra vita senza cui non saremmo in grado di sostentarci, situazioni di malassorbimento in cui l’intestino perde proprio questa funzione, possono creare pericolose carenze nutrizionali fino a rappresentare gravi rischi per la salute e la vita. L’intestino inoltre ha funzione detossificante, elimina sostanze di scarto residue del metabolismo e sostanze indigerite e questa funzione deve essere regolare e continua. Intestini pigri con stasi di materiale di scarto al suo interno, causa riassorbimento di composti da eliminare che tornano al fegato e intossicano l’organismo: il mal di testa, la sensazione di pesantezza e malessere che si avverte se l’intestino è lento, sono dovuti Tadà 28.03.18anche a questo.

L’intestino ospita gran parte del sistema immunitario, dove è addetto alla discriminazione tra sostanze utili o nocive, come agenti patogeni composti tossici o cibi pericolosi, quando questo riconoscimento è effettuato correttamente, in sistema immunitario ci protegge e ci aiuta a mantenere la salute, quando invece, questo meccanismo compie degli errori oppure le sostanze tossiche da eliminare sono molto frequenti, il sistema immunitario attiva le difese in maniera continua che può diventare cronica, scatenando reazioni di tipo infiammatorio che possono diventare anche persistenti. Molte malattie croniche o autoimmuni hanno una base infiammatoria in cui il sistema immunitario intestinale ha il ruolo di ‘interruttore’.

Infine l’intestino accoglie il ‘microbiota’. quell’insieme di microrganismi una volta chiamato ‘flora batterica’ che abitano in tutte le nostre mucose ma principalmente nell’intestino e con cui abbiamo fatto un ‘patto’ di simbiosi: noi creiamo un ambiente favorevole per la loro crescita e loro ci aiutano nella digestione, producono sostanze utili come vitamine, funzionano da barriera contro germi patogeni e modulano il sistema immunitario e il metabolismo. Oggi molte situazioni patologiche, come il diabete, l’obesità, l’ansia trovano una correlazione con un microbiota alterato e carente di specifici ceppi batterici.

da qui l’importanza di curare questo importantissimo apparato come fulcro della salute, mangiare quotidianamente fibre prebiotiche contenute in frutta, verdura, legumi e cereali integrali è fondamentale per la sopravvivenza del microbiota, attenzione però in caso di situazioni intestinali infiammatorie, come il colon irritabile, in cui troppe fibre e(o certe fibre possono avere invece un effetto opposto. Utilissimo invece assumere regolarmente probiotici, sia sottoforma di yogurt e kefir, sia come integratori nei momenti di maggior necessità come dopo cure antibiotiche, infezioni, forte stress, cambi climatici e stagionali. Ricordo che non tutti i probiotici sono uguali, perchè siano efficaci devono essere vivi e vitali, di tipo umano, attraversare la barriera acida dello stomaco, avere una buona capacità di attecchimento ed essere in numero sufficiente (qualche miliardo).

In conclusione della puntata qualche breve domanda in cui ho sfatato alcuni ‘falsi miti’ sull’alimentazione: il cornetto ‘vegano’ fa meno ingrassare del cornetto normale? I prodotti ‘dietetici’ senza glutine fanno meno ingrassare dei prodotti convenzionali? I burger ‘vegani’ fanno meglio della carne? Il gelato di soia fa meno ingrassare del gelato normale? Le risposte nella registrazione della puntata. A presto

 

LA CORSA FA DIMAGRIRE? sfruttare l’attività fisica per raggiungere il peso ideale e la forma fisica

corsa 2

E’ vero, la corsa è una delle attività più dispendiose e dimagranti tra tutte … un metodo veloce ed efficace per consumare calorie! Qualunque sia la motivazione l’importante è iniziare, del resto si dice sempre che per un corretto stile di vita bisogna associare la dieta all’attività fisica… poi succede che quelle corse fatte un po’ forzatamente e molto faticosamente per impegno preso, diventano sempre più abituali , sempre più piacevoli e soddisfacenti e alla fine … si cade nella trappola: non se ne può più fare a meno!doccia Tanti anni fa lessi un articolo sui vantaggi della corsa che finiva con una domanda: “sei sicuro che la sensazione di benessere della doccia dopo la corsa, sia dovuto solo all’acqua calda?”. Ovviamente i vantaggi della corsa vanno ben oltre le calorie bruciate, ma per arrivare  all’efficienza cardiovascolare, al miglioramento nella capacità di ossidazione dei grassi, all’aumento della resistenza a riuscire a correre per ore consecutive, alla forma, il benessere e la salute portati dalla corsa, da quella motivazione iniziale di voler  consumare per poter mangiare e non ingrassare, bisogna fare un passo avanti e permettere che lo sport ci cambi la vita, fino a migliorarne lo stile.pyramid alimentare A mio avviso, l’attività fisica regolare e di un certo livello (come allenamenti lunghi e tecnici e gare podistiche) non si concilia con mangiate smodate ed accessi alimentari soprattutto di cibi e bevande poco salutari. Pensare cosa si mangia e cosa ci fa bene mangiare è indispensabile per uno sportivo, se si è iniziato a correre per mangiare, poi bisogna pensare a cosa mangiare per correre: chi mangia male non corre bene e a lungo, e si infortuna più facilmente.

In pratica, a parte non esagerare con le calorie assunte che, ovviamente non devono superare quelle consumate, l’attenzione deve essere rivolta alla scelta degli alimenti riguardo alla tipologia e alla qualità. Un’ adeguata assunzione di proteine, la ricerca di nutrienti essenziali come vitamine, minerali e acidi grassi, la selezione di carboidrati diversi in base all’orario e all’allenamento, la scelta di alimenti e cibi anche in base alla composizione e alla provenienza, la ricerca di piatti nutrienti e funzionali  è quello che serve per vivere da sportivo. Bisogna sapere cosa si mangia, avere una conoscenza minima sulla composizione degli alimenti,  leggere le etichette dei cibi che compriamo, comporre i piatti in base ai nutrienti contenuti, sempre nell’intento di mettere ‘benzina pulita’ nel nostro ‘motore’. no junk food 2Evitare cibo spazzatura, dolci industriali e zuccheri in eccesso, grassi idrogenati, cibi ricchi di coloranti, aromi  e dolcificanti artificiali sono le basi per cominciare a mangiar bene. Il gusto deve essere trovato nella preparazione dei piatti con aromi, spezie, sapori, abbinamenti, fantasia e la soddisfazione di assecondare la testa ma anche i muscoli.

Le strategie per dimagrire potrebbero essere diverse, meglio studiate ‘ad personam’: banalmente bisogna togliere ciò che fa ingrassare e mettere ciò che nutre. In linea generale, diminuire le porzioni  mantenendo però l’apporto indispensabile di nutrienti essenziali oppure diminuire i carboidrati e aumentare i grassi (quelli buoni) oppure diminuire leggermente i carboidrati pensando però che sono indispensabili per il lavoro muscolare soprattutto di intensità, possono essere cambiamenti che fanno dimagrire.

Nella maggior parte dei casi comunque, basta togliere il cibo spazzatura, le bibite, gli alcolici, i dolciumi e iniziare a correre, mantenendo una dieta equilibrata, per cambiare peso e aspetto … con il petto di pollo e il filetto di pesce non è mai ingrassato nessuno …stile di vita

In ultimo, la lettura delle etichette è la prima fonte di informazione sulla composizione e la qualità del cibo che compriamo, vi aspettereste di trovare lo zucchero nella polpa di pomodoro o la panna nel passato di verdura o l’olio di palma nei mirtilli essiccati? Potrebbero contenerli, ed è scritto in etichetta.

Non importa aver studiato, l’importante è essere informati e imparare a fare la spesa.

Figline Valdarno 2 aprile 2017

BEATRICE salute a colori

L’alimentazione è forse, il fattore ambientale che più incide sulla salute della persona. Sono tanti i dati che identificano nella scelta mirata del cibo,  la strada per il benessere, la crescita armonica, la protezione e prevenzione nei confronti di numerose malattie e il mantenimento della salute in tutte le condizioni di vita. Inoltre, in tutte le malattie croniche, la dieta può avere un ruolo determinante sia in positivo che in negativo, fino a rappresentarne, in alcuni casi, la causa vera e propria, come ad esempio nel diabete. Al giorno d’oggi, può essere difficile orientarsi tra le tante informazioni provenienti dai social, dai media e dalle tante figure più e meno professionali che si occupano di salute e benessere: chiunque parla di dieta e spesso i messaggi sono contradditori. Per questo può essere importante confrontarsi con una figura professionale esperta nel campo della nutrizione, per chiarire i propri dubbi e non fare errori alimentari che a lungo termine, potrebbero essere controproducenti.

La Dottoressa Beatrice Molinari, Biologa Nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione, da quasi 20 anni si occupa di Nutrizione in vari campi: ha partecipato alla stesura di Menu’ scolastici, ha collaborato con strutture scolastiche  come docente in corsi di alimentazione,  ha partecipato come relatrice a numerosi incontri e convegni riguardanti la nutrizione, collabora con riviste specialistiche nel campo dello sport. Quotidianamente, si occupa di seguire individualmente e da un punto di vista nutrizionale, persone di varie fasce di età e con diverse esigenze fisio-patologiche: dal bambino all’adolescente, dall’adulto sano a chi ha problemi metabolici accertati, compresi gli anziani, allo sportivo amatoriale e agonista. Il 2 aprile sarà presente alla manifestazione Salute a Colori allo stand CORRETTI STILI DI VITA  postazione 2A a disposizione di chi volesse chiarire dei dubbi o confrontarsi per un’opinione sulla propria alimentazione.

Dr.ssa Beatrice Molinari

News – Salute a Colori

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Sorgente: News – Salute a Colori

DIETA BRUCIA-GRASSI: la dieta per dimagrire perdendo solo grasso corporeo

DIETA DIMAGRANTE

Di diete dimagranti, ne esistono centinaia, negli ultimi 40 anni ne sono state proposte di tutti i tipi, diete dissociate, diete senza carboidrati, diete fortemente ipocaloriche da 800 kcal, diete ‘low fat’, diete ‘low carb’, diete proteiche, diete iperproteiche … fino alle ultime del gruppo sanguigno, vegan, Paleo, bio, Zona, detox, Molecolare…. forse un principio di base valido ce l’hanno quasi (quasi) tutte, si può pensare che la dieta perfetta sia la sommatoria di tutte le diete ?

Ovviamente la miglior dieta è quella personalizzata, basata sui bisogni della singola  persona, ma nel formularla, a quali criteri bisogna fare riferimento? Quelli dei L.A.R.N. (Livelli raccomandati di Energia e Nutrienti per la Popolazione Italiana) sono sufficienti o comunque è giusto attingere anche da altre scuole di pensiero? E ancora è sufficiente ci mettiamo a dietamirare a perdere peso o dobbiamo pensare anche a migliorare i parametri metabolici e markers di salute? Per un tecnico della dietetica, già porsi queste domande è un passo avanti rispetto alla meccanica applicazione di regole matematiche insegnate dagli antiquati corsi istituzionali.

Nell’ampio panorama della dietetica, regalo a tutti quelli che sono arrivati fino a qui, un modello dietetico mirato al consumo (e quindi alla diminuzione) dei grassi corporei, ma che può migliorare anche il profilo lipidico e glicemico della persona.

Il mio omaggio ai lettori per questa estate: la DIETA BRUCIA-GRASSI: da fare in un primo ciclo di 3 settimane consecutive e poi proseguire ripetendola per 1 settimana al mese … per sempre!!

dimagrimento

 

Buona Dieta e buon dimagrimento!

COLAZIONE Uovo 2    oppure    salmone affumicato 60g

Mandorle o noci o nocciole 25g

Pane di segale o crackers di avena 30g

Olio extravergine di oliva  30g

Frutta  fresca 200g

PRANZO Verdura a volontà (tranne patate e carote cotte)

Pesce magro in filetto 200g

Pane di segale o pane integrale 30g

Olio extravergine di oliva   30g

Mandorle o noci o nocciole 25g opp olive  salamoia 50g

Frutta fresca 200g

CENA Verdura a volontà (tranne patate e carote cotte)

Carne magra di pollo o tacchino o vitello (bio) 180g

Pane di segale o pane integrale 30g

Olio extravergine di oliva   30g

Mandorle o noci o nocciole 25g opp olive  salamoia 50g

Frutta fresca 200g

 

P.S. gradite testimonianze di chi la prova.

Dott.ssa Beatrice Molinari

Biologa Nutrizionista

Specialista in Scienza dell’Alimentazione

DIETA IN GRAVIDANZA: RISCHI E BENEFICI

gravidanza dieta 2

 

Da nutrizionista mi capita regolarmente di seguire donne in gravidanza e la richiesta più frequente è quella di non aumentar eccessivamente il peso e di riperdere il più velocemente dopo il parto.

L’altra motivazione è l’obbligo del ginecologo o del reparto ospedaliero di competenza, di mettersi a dieta quando la curva da carico di glucosio risulta alterata.

Invece secondo me, tutte le donne in gravidanza dovrebbero mettersi a dieta, soprattutto per preoccuparsi di mangiare al meglio e il più completo e nutriente possibile , per assicurare le necessità nutrizionali per sé e il bambino, sostenerne il miglior stato di salute e porre maggior attenzione alla qualità dei cibi. Strutturare una dieta per la gravidanza con questi criteri, non prevede eccessi, ma prevede sazietà, varietà, gusto, bontà e piacere.  Se la ristrettezza alimentare in gravidanza è pericolosa, lo è altrettanto la libertà assoluta di mangiare tutto ciò che più piace, se quello che piace poi sono i dolci …. quello che aumenterà in maniera pericolosa non sarà solo il peso ma anche il rischio di  problematiche legate ad alterazioni del metabolismo.

Riporto una carrellata di considerazioni (che condivido) legate alla dieta ristretta in gravidanza (Fonte: http://www.mammole.it)

GRAVIDANZA: L’OSSESSIONE PER LA DIETA È RISCHIOSA

modulo alimentazione

 

A differenza di quanto si possa comunemente pensare, la malnutrizione durante il periodo di gravidanza non è solo un problema relativo ai paesi sottosviluppati ma anche alle popolazioni ricche, complice l’ossessione per la dieta e la paura di perdere il proprio peso forma.

 

Purtroppo l’immagine ideale di bellezza si sta diffondendo con troppa forza nel popolo femminile, favorendo l’incidenza di fenomeni come la depressione post-partum, soprattutto fra le donne che hanno perso il contatto con il proprio corpo e l’immagine a cui erano abituate.

 

Questo fenomeno è tra i fattori di rischio della malnutrizione, fra le donne che non vogliono ritrovarsi in sovrappeso durante  gestazione.
Se nei paesi sottosviluppati questa è una seria problematica causata dall’assenza dei macronutrienti essenziali, nei paesi sviluppati, invece, la causa risiede nelle ideologie iconiche.

 

Molte, infatti, sono le donne gestanti che seguono un’alimentazione eccessivamente restrittiva per evitare di aumentare di peso; altre seguono un’alimentazione ad esclusione del tutto casuale e basata sulle proprie opinabili conoscenze alimentari, innescando una serie di meccanismi organici a catena che, inevitabilmente, si ripercuotono sulla salute e sullo sviluppo del feto.
Le alimentazioni molto selettive, poi, come la dieta vegan e quella vegetariana, se non seguite con criterio, rischiano di escludere quei macronutrienti fondamentali ad una gravidanza controllata ed equilibrata.

 

Il principale problema a cui madre e feto vanno incontro è la malnutrizione, che nella gestante si presenta con sintomi che vanno dalla stanchezza alla caduta dei capelli, mentre nel feto può avere un’influenza più seria e permanente: malformazioni congenite, malassorbimento, ritardo nell’accrescimento, ritardi mentali e problematiche fisiche e psico-motorie che potrebbero riflettersi anche post-nascita.

 

Altissima, per esempio, è la percentuale di mortalità infantile neonatale nei paesi sottosviluppati, dove ad una scarsa nutrizione intrauterina del feto, si possono associare malattie pre-esistenti della gestante. Ma se queste sono situazioni presenti in paesi al limite della vivibilità da un punto di vista igienico-sanitario, perché riproporre le stesse potenziali problematiche in paesi dove la carenza nutrizionale e la scarsa igiene non sono un problema quotidiano e comune? L’interessamento ossessivo per la dieta e anche per l’esercizio fisico espongono il feto a gravissimi danni, nonché la madre ad aborto prematuro.

 

Se da un lato tutte le evidenze scientifiche supportano i benefici dell’attività fisica in gravidanza, vi sono donne che eseguono un’attività fisica tutt’altro che adeguata e consona al mese di gestazione, mettendo a rischio non solo il nascituro ma anche la loro stessa salute.

 

E’ importante, quindi, che arrivi un messaggio: l’aumento di peso deve sempre essere commisurato alla crescita del feto, per cui un piano alimentare seguito da operatori specializzati e un programma di attività fisica improntato al rispetto della fisiologia della gravidanza, svolto con professionisti adeguatamente formati,  possono essere la soluzione ideale per mantenersi in forma assicurando la sicurezza del feto.

Fonti:
http://salute24.ilsole24ore.com/articles/18147-malnutrizione-in-gravidanza-e-dovuta-all-ossessione-per-la-dieta?refresh_ce
http://magazine.expo2015.org/cs/Exponet/it/economia/la-malnutrizione-delle-gestanti-causa-il-50–delle-morti-infantili

 

PANE NERO AL CARBONE …. FA BENE DAVVERO??

Condivido un attendibile parere tecnico di un collega sulla moda emergente del pane ‘nero’, quello con il carbone.  Da sempre è risaputo che i cibi carbonizzati contengano sostanze cancerogene e che lo stesso ‘carbone’ usato come carminativo, possieda proprietà adsorbenti che possono influire sulle quantità ematiche di sostanze  utili alla salute, compresi i farmaci. Ma lascio descrivere la questione da chi ha validati argomenti a riguardo. Buona lettura

PER TUTTI I FINTI SALUTISTI ED ENORMI IGNORANTI… LEGGETE
In questi ultimi mesi stiamo assistendo ad un vero e proprio boom del pane nero; lo troviamo dappertutto, dal supermercato alla panetteria sotto casa.
E’ una moda che sta dilagando e che ha coinvolto anche grosse ditte alimentari a livello nazionale e l’80% delle pizzerie.
Recentemente Assopanificatori-Confesercenti ha fatto sapere che le vendite di questi prodotti sono aumentate nel corso dell’ultimo anno (presumibilmente grazie anche ai claims salutistici) e che il prezzo al Kg va dai 6,50 agli 8 euro, contro i 3-4 €/Kg del pane di grano duro.
Esattamente il doppio!
Anche perché un Kilogrammo di “farina nera” costa al panettiere circa 25 euro.
Un affare che sicuramente pochi sono disposti a farsi sfuggire!
Il nero è dovuto all’aggiunta di carbone vegetale alla ricetta classica del pane, in percentuale non definita, lasciata al gusto/responsabilità del produttore.
E’ bene sapere che il carbone vegetale si ottiene dal legno di pioppo, salice e altre essenze, mediante attivazione a vapore di materie prime di origine vegetale carbonizzate.
Il primo uso che si è fatto di questo tipo di pane è stato in ambito medico, grazie alla superficialità con la quale è stata propagandata la sua “presunta” capacità assorbente che costituirebbe un ausilio per i disturbi gastrointestinali, come meteorismo e diarrea.
Il carbone vegetale puro – non inserito nelle farine – viene da tempo impiegato in medicina nei casi di avvelenamenti per agevolare l’assorbimento della sostanza ingerita.
In Italia questo genere di carbone (E 153) può essere utilizzato liberamente grazie ad un ricerca del 2012 dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare.
Nessuno però dice che in America, dove i casi di cancro sono elevatissimi, è vietato l’uso alimentare di questa sostanza a causa della sua potenzialità cancerogena, visto che non si può escludere in maniera assoluta la presenza di benzopirene e altri idrocarburi policiclici aromatici altamente nocivi.
Altra cosa che non ci dicono è che gli effetti benefici del carbone vegetale sono anche la loro principale controindicazione.
Di fatto questa sostanza funziona quasi come un collante nel nostro stomaco, legando tutto ciò che ha intorno a sé: veleni, farmaci e i nutrienti.
Chi assume medicine salvavita, come i diabetici o chi ha disfunzioni tiroidee, dovrebbe consumare il carbone vegetale a distanza di almeno 1-2 ore dalla loro assunzione (ma nessuno lo dice!).
Anche i genitori dovrebbero fare un pò di attenzione visto che i bambini non potrebbero consumarne molto perché, proprio per la sua porosità, il carbone vegetale blocca anche le sostanze nutrienti che sono fondamentali per la crescita.
Mangiare una brioche o un panino ogni tanto non fanno nulla di male. Il problema è nell’uso quotidiano!
Recentemente la Dottoressa Simona Lauri, tecnologa alimentare e responsabile del sito www.quotidiemagazine.it, mi ha inviato un interessante approfondimento sull’uso (abuso) alimentare di questa sostanza nella panificazione (arte bianca), nonostante che la normativa in vigore in Italia lo vieti espressamente.
Questo è l’interessante articolo che ho ricevuto:
OGGETTO: Parere tecnico relativo all’utilizzo dell’additivo colorante E 153 Carbone vegetale nel pane e prodotti da forno.
Da circa otto mesi a questa parte si assiste alla produzione e commercializzazione di pane, pizza e prodotti da forno contenenti l’additivo colorante carbone vegetale E153 oltre chiaramente alla pubblicità di detto prodotto espressamente per impasti di pane, pizza e prodotti da forno su molte testate specialistiche da parte delle aziende produttrici.
Premesso e fermo restando l’implicazione farmacologica e l’utilizzo in medicina di detta sostanza tal quale negli stati fisiologici e patologie che ne rendono necessario l’utilizzo sotto rigoroso controllo medico, non ci sono allo stato attuale dell’arte, studi scientifici che permettano di traslare tali informazioni mediche rendendole scientificamente veritiere nel momento in cui tale sostanza sia utilizzata negli impasti per pane e prodotti da forno in generale.
La situazione biochimica, microbiologica, fisica e chimico-fisica del processo produttivo di detti prodotti è molto complessa e nulla può far escludere (anzi molto probabile data la caratteristica peculiare del potere adsorbente del carbone vegetale) iterazioni chimiche e biochimiche con i componenti gasogeni e molecolari (acqua, proteine, lipidi, carboidrati complessi, zuccheri semplici, sali minerali ecc.) presenti naturalmente nell’impasto oltre all’assenza di studi e pubblicazioni scientifiche specifiche sul pane e prodotti da forno che evidenzino le iterazioni chimiche, chimico – fisiche e la concentrazione di residui cancerogeni sul prodotto finito dopo un ulteriore trattamento termico di cottura. FDA americana non lo permette mentre EFSA europea l’ha considerato sicuro in data 12.07.12 in base alla concentrazione di PHA, ma non si è espressa assolutamente sui prodotti di panificazione.
Fatte queste doverose premesse e precisazioni, nel settore della panificazione, ancora prima dell’entrata in vigore del Reg. UE 1129/2011 che modifica l’allegato II del Reg. CE 1333/2008, le leggi alle quali si faceva riferimento, per quanto concerne la disciplina igienica delle produzioni e vendita di alimenti, sanzioni e gli additivi alimentari consentiti, erano la Legge 283/62 e il DM 209/96 nel quale lo specifico Allegato IV riportava ben in evidenza che: Farina e altri prodotti della macinazione, amidi e fecole cosi come Pane e prodotti simili ecc. NON dovevano contenere nessun COLORANTE e l’Allegato III dello stesso DM 209/96 identificava proprio il carbone vegetale (E153) come ADDITIVO COLORANTE. La suddetta legge ne consentiva l’utilizzo solo ed esclusivamente in prodotti da forno fini oltre a quelli della confetteria.
L’entrata in vigore del Reg. UE 1129/2011 parte B ribadisce e include l’E153 Carbone vegetale nella categoria degli additivi COLORANTI. In riferimento però allo specifico settore dell’Arte Bianca, la tab. 2 dello stesso Reg. UE 1129/2011 NON consente l’utilizzo di nessun colorante in: PANE E PRODOTTI SIMILI non solo, ma in nessun ingrediente utilizzato per preparare il suddetto prodotto: ACQUA, FARINA, SALE, MALTO, ZUCCHERO, MIELE, BURRO E LATTE. Proseguendo, nell’attuale e vigente Reg. UE 1129/2011, Parte E 07 (07.1, 07.2) viene RIBADITO che – l’ E153 è consentito quantum satis solo ed esclusivamente nei Prodotto da forno fini (07.2) e NON in Prodotti da forno – Pane e panini ecc. (07.1).
Inoltre la Guidance document describing the foood categories in Part E of Annex II to Regulation (EC) n. 1333/2008 on Food Additives opera un ulteriore descrizione delle categorie di alimenti elencati proprio nel Reg. CE 1333/2008 operando un’ulteriore specifica proprio sui prodotti inclusi nella dicitura Cereals and cereal products (06) e Bakery wares (07).
Sulla base di dette valutazioni legali, si deduce che l’utilizzo del colorante E153 carbone vegetale nel pane, prodotti da forno, ecc. sia VIETATO. Essendo vietato, non si pone neanche il problema dell’utilizzo delle informazioni, già di per se molto opinabili, “Pizza/pane più digeribile” o similari per incentivare la vendita di detti prodotti da parte degli operatori del settore. A tale proposito ricordo che la denominazione di vendita Pane al carbone vegetale, se corretta da un punto di vista di semplice denominazione legale (Reg. UE 1169/2011), NON è lecita poiché implica l’utilizzo di detta sostanza E153 nell’impasto.
A conclusione delle considerazioni sopra esposte, non risulta lecito neanche l’utilizzo del claim riportato nel Reg. UE 432/2012 “Il carbone attivo contribuisce alla riduzione dell’eccessiva flatulenza post-prandiale” si riferisce unicamente a “..un alimento che contiene 1 g di carbone attivo per porzione quantificata. L’indicazione va accompagnata dall’informazione al consumatore che l’effetto benefico si ottiene con l’assunzione di 1 g almeno 30 minuti prima del pasto e di 1 g subito dopo il pasto” pertanto al consumo di carbone vegetale tal quale (venduto in farmacia, parafarmacia e GDO per particolari patologie seguendo sia la prescrizione, posologia sia le precauzioni di utilizzo riportate nel foglietto all’interno) o in alimenti in cui è CONSENTITO l’uso, ma non in aggiunta all’impasto per pane, pizza, prodotti da forno, ecc.
Nonostante l’amplificazione mediatica e pubblicitaria di detto colorante alimentare espressamente nel pane e pizza “neri” e in considerazione dell’analisi appena fatta, ribadisco che l’uso in arte bianca sia VIETATO e pertanto soggetto a sanzioni amministrative da parte degli Enti adibiti al controllo.
Dott.ssa Simona Lauri


Da quanto sopra si evince da parte dei produttori una palese violazione delle Legge in vigore.
Ma andiamo ora a vedere le sanzioni previste dalla legge a carico dei contravventori:
– Aggiungere all’impasto carbone vegetale, integra la violazione all’art. 5, della Legge 283/1962 (norma penale)
lettera “a”
a) private anche in parte dei propri elementi nutritivi o mescolate a sostanze di qualità inferiore o comunque trattate in modo da variarne la composizione naturale, salvo quanto disposto da leggi e regolamenti speciali;
lettera “g”
g) con aggiunta di additivi chimici di qualsiasi natura non autorizzati con decreto del Ministro per la sanità o, nel caso che siano stati autorizzati, senza l’osservanza delle norme prescritte per il loro impiego. I decreti di autorizzazione sono soggetti a revisioni annuali;
Per completezza di informazione, è da evidenziare il “Principio di precauzione” previsto dal Reg. Ce n. 178/2002:
“Articolo 7
Principio di precauzione
1. Qualora, in circostanze specifiche a seguito di una valutazione delle informazioni disponibili, venga individuata la possibilità di effetti dannosi per la salute ma permanga una situazione d’incertezza sul piano scientifico, possono essere adottate le misure provvisorie di gestione del rischio necessarie per garantire il livello elevato di tutela della salute che la Comunità persegue, in attesa di ulteriori informazioni scientifiche per una valutazione più esauriente del rischio”
Per ultimo, relativamente al divieto previsto nella tab. 2, del Reg. UE n. 1129/2011 che NON consente l’utilizzo di nessun colorante in: PANE E PRODOTTI SIMILI non solo, ma in nessun ingrediente utilizzato per preparare il suddetto prodotto: ACQUA, FARINA, SALE, MALTO, ZUCCHERO, MIELE, BURRO E LATTE”, si potrebbe configurare la violazione all’art 650 C.P.
Piero Nuciari
www.pieronuciari.it
Si ringrazia per la consulenza il Dr. Giovanni Rossi, responsabile del sitohttp://www.tecnicidellaprevenzione.eu/

KAMUT: PERCHE’ MANGIARLO? FA BENE DAVVERO O E’ SOLO UNA TROVATA COMMERCIALE?

kamut marchio Si chiama KHORASAN KAMUT una varietà di grano della sottospecie Triticum turgidum ssp. turanicum. Delle tante varietà di grano, questo è forse il più famoso e discusso al mondo e sicuramente uno dei più redditizi. Il Khorasan Kamut è oggetto di un brevetto da parte della società americana Kamut International di proprietà della famiglia Quinn, tanto che chiunque acquisti un prodotto a base di farina di Kamut, in qualsiasi parte del mondo, paga, con il prezzo del prodotto, una royalty che arriverà alla Kamut International.

La caratteristica che rende il Kamut così particolare, è il fatto di essere un grano antico, non geneticamente modificato, cioè non OGM,  e quindi di conservare le caratteristiche genetiche (e di conseguenza proteiche) originali dell’antica pianta selvatica. Questa caratteristica non sarebbe unica se, negli anni ’50, l’uomo non avesse irradiato e incrociato la pianta del grano antico, arrivando all’ottenimento di una pianta OGM con una resa in spighe su ogni pianta, molto maggiorata. Vista la maggior resa in grano e in farina della nuova pianta OGM e il grande vantaggio economico per il produttore da quegli anni in poi, si è diffuso l’uso di questi semi OGM cosi’ tanto da perdere quasi completamente traccia della pianta originale. Oggi giorno, tutto il frumento usato comunemente per la produzione di prodotti da forno, è OGM.  Questa è una delle cause dell’aumento esponenziale delle intolleranze al frumento nella popolazione mondiale. La modifica genetica ha causato un aumento della complessità e una trasformazione delle proteine della pianta, che ha reso la farina derivata meno riconoscibile dai nostri enzimi digestivi e quindi meno digeribile.

Ho conosciuto il responsabile commerciale  a livello mondiale della Kamut International, nipote di Bob Quinn (il proprietario del marchio) ad una fiera qualche anno fa e non ho resistito dal chiedergli la vera storia del Kamut. kamut chicchi Mi ha detto, che un amico dello zio, in viaggio in Egitto, notò questi grandi chicchi e volle portarli all’amico ricercatore in agraria al suo ritorno. Bob Quinn ne ha studiato  le caratteristiche e lo ha coltivato, facendo anche farina che ha fatto utilizzare a numerose persone. le persone, che mangiavano farina di kamut, riferivano tutte una migliore digestione e la scomparsa di numerosissimi sintomi sia a livello intestinale che generali. Dopo 10 anni di studio e di continue conferme, hanno deciso di brevettare la pianta, per preservarne le caratteristiche: il Kamut, per chiamarsi tale, deve rispondere a precise caratteristiche di composizione e coltivazione, è necessariamente coltivato con metodologia biologica.

 

Al di là della giustificazione o meno del prezzo, il Kamut ha caratteristiche nutrizionali leggermente diverse dal frumento comune, primo fra tutte, un maggior contenuto di proteine e una minor quantità di carboidrati, che lo rendono un cereale  più adatto a chi vuol controllare il profilo glicemico della dieta.

Questa varietà di grano inoltre, rientra in quella ristretta fascia di cereali ‘antichi’ non modificati, razionalmente più digeribili …  la maggior parte delle persone che provano a confrontare la digeribilità di un piatto di pasta di grano ‘moderno’ e uno di kamut, si accorge della differenza!  Il kamut si pone come alternativa al frumento comune, per tutti quelli che vogliono consumare un grano di alta qualità ed evitare frumento modificato, contenente glutine modificato, che sempre più, risulta dannoso all’intestino. Il kamut NON è indicato per chi ha problemi di CELIACHIA, perchè contiene glutine e per chi è ALLERGICO al GRANO , perchè è comunque un tipo di grano.

Caratteristiche generali

Valori Generali Grano Comune (media USDA) Grano Khorasan
Acqua 11,5% 9,7%
Valore energetico 100 g 335 cal 359 cal
Proteine 12,3% 17,3%
Lipidi totali (grassi) 1,9% 2,6%
Carboidrati 72,7% 68,2%
Fibre grezze 2,1% 1,8%
Ceneri 1,66% 1,82%

Contenuto in vitamine e minerali

mg/100 g Grano Comune (media USDA) Grano Khorasan
Calcio 30 31
Ferro 3,9 4,2
Magnesio 117 153
Fosforo 396 411
Potassio 400 446
Sodio 2,0 3,8
Zinco 3,2 4,3
Rame 0,44 0,46
Manganese 3,8 3,2
Vitamina B1 0,42 0,45
Vitamina B2 0,11 0,12
Niacina 5,31 5,54
Acido pantotenico 0,91 0,23
Vitamina B6 0,35 0,08
Folacina 0,0405 0,0375
Vitamina E 1,2 1,7

Contenuto in Aminoacidi

g/100 g Grano Comune (media USDA) Grano Khorasan
Triptofano 0,194 0,117
Treonina 0,403 0,540
Isoleucina 0,520 0,600
Leucina 0,964 1,23
Lisina 0,361 0,440
Metionina 0,222 0,250
Cistina 0,348 0,580
Fenilanina 0,675 0,850
Tirosina 0,404 0,430
Valina 0,624 0,800
Arginina 0,610 0,860
Istidina 0,321 0,430
Alanina 0,491 0,630
Acido aspartico 0,700 0,980
Acido glutamminico 4,68 5,97
Glicina 0,560 0,650
Prolina 1,50 1,44
Serina 0,662 0,930

 

 

intestino salute

 

Esistono alternative meno costose, rappresentate da tutti i ‘grani antichi’ , rimasti intatti, protetti dalle tradizioni contadine locali, ne esistono di varie qualità in varie zone d’Italia, a partire da Grano Senatore Cappelli (Puglia e Basilicata), grano Verna (Casentino – Toscana) e grano Saragolla (Campania, Abruzzo, Basilicata), con caratteristiche di qualità, palatabilità e digeribilità sovrapponibili all’ormai noto e inflazionato Kamut.