Archivio mensile:marzo 2018

GRASSI SATURI E MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Un recente studio rivela che il paradigma finora usato per la prevenzione delle arteriamalattie cardiovascolari, basato sulla riduzione dell’assunzione di grassi, anche saturi,  richiede un urgente aggiornamento. Non ci sono più prove che l’assunzione di grassi saturi sia correlata ad un aumento delle malattie vascolari: una recente metanalisi non ha trovato alcuna associazione tra consumo di grassi saturi e mortalità per tutte le cause, malattia coronarica (CHD), ictus ischemico o diabete di tipo 2 negli adulti sani. Nello stesso modo, in soggetti già affetti da CHD in fase iniziale, non è stato riscontrato nessun beneficio dalla riduzione dei grassi, compresi quelli saturi sulla riduzione di infarti miocardico, mortalità cardiovascolare e mortalità in generale. (In uno studio in donne in post-menopausa , l’assunzione di grassi saturi  era associata a minore progressione dell’aterosclerosi, mentre l’assunzione di carboidrati e grassi insaturi era associata a maggiore progressione)grassi saturi

Sembra che PREVENIRE L’ATEROSCLEROSI SIA IMPORTANTE MA CHE  L’ATEROTROMBOSI SIA IL VERO ASSASSINO! La deposizione di colesterolo all’interno della parete delle arterie e successiva formazione di placca (aterosclerosi)  porta ad una riduzione del lume dell’arteria. Ma la maggior parte degli eventi cardiaci/coronarici si verifica quando l’ostruzione dell’arteria è ancora al di sotto del 70%. Il vero problema è quando la placca si rompe, in questo caso può verificarsi una trombosi o un’infarto entro pochi minuti!

Anzichè la riduzione dei grassi  e dell’apporto calorico della dieta, sembra che la dieta Mediterranea, che include almeno 4 cucchiai di olio extravergine di oliva o una manciata di noci abbia ridotto del 30% gli eventi cardiovascolari in un campione di 7500 pazienti ad alto rischio, nonostante nessuna differenza significativa nei livelli di colesterolo LDL. Il merito sembra sia del contenuto in omega 3 e polifenoli contenuti in noci, olio, verdure e pesci grassiomega 3 fonti alimentari

L’importanza del COLESTEROLO LDL negli ultimi anni è stata esagerata, studi rivelano che la sostituzione di grassi saturi con oli vegetali, è correlato ad un aumento della mortalità per malattie cardiovascolari nonostante la diminuzione del colesterolo LDL e colesterolo totale.

il RAPPORTO TRA COLESTEROLO TOTALE E HDL E’ IL MIGLIOR PREDITTORE DI RISCHIO CARDIOVASCOLARE, un alto rapporto Colesterolo TOT/HDL aumenta il rischio ed è anche indicatore di insulino-resistenza.  Un elevato rapporto Coltesterolo TOT / HDL scende HDL LDL cartoonrapidamente con cambiamenti dietetici come sostituzione di carboidrati raffinati con cibi grassi e salutari.

Quindi la prevenzione più efficace è quella che combatte la resistenza all’insulina: rispetto alle persone sedentarie quelle che  camminano svelti o per più di 150min / settimana hanno un’ aspettativa di vita di 3,4-4,5 anni  in più, indipendentemente dal peso corporeo.camminata veloce

Un altro fattore di rischio per CHD è lo stress ambientale. Un trauma infantile può portare a una diminuzione media dell’aspettativa di vita di 20 anni. Lo stress cronico aumenta la resistenza ai recettori dei glucocorticoidi, che si traduce in una mancata camminata nordic walkregolazione della risposta infiammatoria. La combinazione in uno stile di vita di un sano
di: dieta, movimento regolare e riduzione dello stress, migliorerà la qualità della vita, ridurrà la mortalità cardiovascolare e per tutte le cause.stress combattere
La malattia coronarica è una malattia infiammatoria cronica e può essere ridotta efficacemente camminando 22min al giorno e mangiando cibo  sano QUESTO E’ UN INTERVENTO SEMPLICE MA POTENTE!

 

 

 

 

Malhotra ARedberg RFMeier P Saturated fat does not clog the arteries: coronary heart disease is a chronic inflammatory condition, the risk of which can be effectively reduced from healthy lifestyle interventions. Br J Sports Med. 2017 Aug;51(15):1111-1112. doi: 10.1136/bjsports-2016-097285. Epub 2017 Apr 25.

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PARTECIPAZIONE ALLA TRASMISSIONE TADA’ A RTV38

tadà logoE’ stato un piacere partecipare alla trasmissione televisiva Tadà di RTV38 nella diretta del 28.03.18, dove ho parlato brevemente della SALUTE INTESTINALE, di seguito un riassunto del mio intervento.

L’intestino svolge un ruolo cruciale per la salute generale dell’organismo, tra le sue numerose funzioni è addetto all’assorbimento di sostanze nutritive indispensabili per la nostra vita senza cui non saremmo in grado di sostentarci, situazioni di malassorbimento in cui l’intestino perde proprio questa funzione, possono creare pericolose carenze nutrizionali fino a rappresentare gravi rischi per la salute e la vita. L’intestino inoltre ha funzione detossificante, elimina sostanze di scarto residue del metabolismo e sostanze indigerite e questa funzione deve essere regolare e continua. Intestini pigri con stasi di materiale di scarto al suo interno, causa riassorbimento di composti da eliminare che tornano al fegato e intossicano l’organismo: il mal di testa, la sensazione di pesantezza e malessere che si avverte se l’intestino è lento, sono dovuti Tadà 28.03.18anche a questo.

L’intestino ospita gran parte del sistema immunitario, dove è addetto alla discriminazione tra sostanze utili o nocive, come agenti patogeni composti tossici o cibi pericolosi, quando questo riconoscimento è effettuato correttamente, in sistema immunitario ci protegge e ci aiuta a mantenere la salute, quando invece, questo meccanismo compie degli errori oppure le sostanze tossiche da eliminare sono molto frequenti, il sistema immunitario attiva le difese in maniera continua che può diventare cronica, scatenando reazioni di tipo infiammatorio che possono diventare anche persistenti. Molte malattie croniche o autoimmuni hanno una base infiammatoria in cui il sistema immunitario intestinale ha il ruolo di ‘interruttore’.

Infine l’intestino accoglie il ‘microbiota’. quell’insieme di microrganismi una volta chiamato ‘flora batterica’ che abitano in tutte le nostre mucose ma principalmente nell’intestino e con cui abbiamo fatto un ‘patto’ di simbiosi: noi creiamo un ambiente favorevole per la loro crescita e loro ci aiutano nella digestione, producono sostanze utili come vitamine, funzionano da barriera contro germi patogeni e modulano il sistema immunitario e il metabolismo. Oggi molte situazioni patologiche, come il diabete, l’obesità, l’ansia trovano una correlazione con un microbiota alterato e carente di specifici ceppi batterici.

da qui l’importanza di curare questo importantissimo apparato come fulcro della salute, mangiare quotidianamente fibre prebiotiche contenute in frutta, verdura, legumi e cereali integrali è fondamentale per la sopravvivenza del microbiota, attenzione però in caso di situazioni intestinali infiammatorie, come il colon irritabile, in cui troppe fibre e(o certe fibre possono avere invece un effetto opposto. Utilissimo invece assumere regolarmente probiotici, sia sottoforma di yogurt e kefir, sia come integratori nei momenti di maggior necessità come dopo cure antibiotiche, infezioni, forte stress, cambi climatici e stagionali. Ricordo che non tutti i probiotici sono uguali, perchè siano efficaci devono essere vivi e vitali, di tipo umano, attraversare la barriera acida dello stomaco, avere una buona capacità di attecchimento ed essere in numero sufficiente (qualche miliardo).

In conclusione della puntata qualche breve domanda in cui ho sfatato alcuni ‘falsi miti’ sull’alimentazione: il cornetto ‘vegano’ fa meno ingrassare del cornetto normale? I prodotti ‘dietetici’ senza glutine fanno meno ingrassare dei prodotti convenzionali? I burger ‘vegani’ fanno meglio della carne? Il gelato di soia fa meno ingrassare del gelato normale? Le risposte nella registrazione della puntata. A presto